Sci: Nadia Fanchini:"Che dolore queste gambe"
di Silvia Sardi
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"Che dolore queste gambe, a saperlo mica me le facevo operare assieme". Scherza ovviamente Nadia Fanchini che dalla sua stanza al quarto piano della Clinica Città di Brescia, sdrammatizza un po' il momento difficile che sta vivendo. L'operazione ad entrambe le ginocchia è ben riuscita ma il dolore è veramente forte e il fatto di non potersi muovere da sola, è forse il fattore che in questo momento le da più fastidio. "Fosse una gamba sola almeno usavo le stampelle e mi muovevo, ma così dipendo dagli altri" spiega con il sorriso Nadia. Come stai Nadia? "Mi fanno malissimo le gambe, solo che non mi possono dare antidolorifici sempre. A saperlo che soffrivo così tanto, non me le facevo operare assieme, però il dott. Stefani mi ha detto che è stata la scelta migliore". Cosa ti ha spiegato l'ortpedico dell'intervento? "Purtroppo mi ha detto che il ginocchio destro era proprio distrutto, mentre il sinistro meno. Allora...- spiega Nadia - il destro che come si può vedere è già piegato di 30 gradi, è stato il più martoriato. I legamenti crociati sono stati ricostruiti con tendini miei, mentre i collaterali sono stati ricostruiti e fissati con le viti. E poi mi hanno operato anche i tendini dietro il ginocchio. Io infatti - spiega Nadia - continuavo a dire che sentivo una contrattura al polpaccio. Altro che contrattura - spiega addirittura sorridendo la camuna - avevo i tendini distrutti. Ti credo che mi faceva male dietro il ginocchio!. Per il sinistro invece che ha subito meno trauma, i legamenti sono stati presi da un cadavere e non sono state applicate viti ai periferici. Non so come ho fatto a distruggermi così le ginocchia". E' stato l'impatto con il palo a causarti il disastro? " Assolutamente si- conferma Nadia. Ho addirittura distrutto la tutina aderente in più punti, probabilmente quando ho impattato contro il palo, e poi mi sono trovata delle escoriazioni sulle gambe in corrispondenza della rottura della tutina. In quei punti sanguinavo". Cosa hai pensato quando sei andata addosso a quel palo? "Mi è sembrato di andare addosso come ad un muro. Una botta pazzesca". Poi cosa ricordi degli attimi successivi? "Ricordo che mi sentivo paralizzata. Non riuscivo a muovermi". L'ortopedico ti ha parlato di tempi di recupero? "Mi ha detto che dovremo trovare il giusto compromesso per la riabilitazione dei collaterali e dei crociati. E comunque come tempo minimo parla di almeno 8 mesi. Sarà lunga". Il morale come è? " Sono carica e ho voglia di mettermi subito al lavoro. Ma non nascondo che mi spaventa ricominciare tutto da capo. E soprattutto in questi casi non sai mai come andrà, non sai come il ginocchio avrà recuperato finchè non arriverà quel momento". Ogni volta che un'atleta si fa male si ritorna a parlare di sicurezza, ma sono tante parole e pochi fatti. "Questi sci sono pazzeschi e queste nevi troppo aggressive- afferma Nikky. Con questi materiali se sbagli non puoi correggere minimamente la linea. In più a St. Moritz la neve era estremamente aggressiva. Forse bisognerebbe studiare qualcosa anche per i pali". Ora è davvero il caso che gli atleti "facciano la voce grossa".
(domenica 7 febbraio 2010)



